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Si può conciliare rigore e creatività nel management team?

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Il Management Team tra rigore e creatività

Il Management Team tra rigore e creatività

In nessuna azienda evoluta si mette in discussione il valore del Management Team.

Tuttavia, restano ancora aperti alcuni temi relativi alle modalità di funzionamento e operatività. Non è semplice coordinare i membri del team per il raggiungimento degli obiettivi aziendali e stimolare, ad un tempo, la loro creatività e la proposizione di idee nuove. La diversa provenienza lavorativa, sia quotidiana sia storica, dei membri rende molto difficoltoso amalgamare le diverse visioni del business.

Chi fa prevalere l’importanza dei numeri, difficilmente riesce ad immaginare l’importanza di proiettare modelli di business alternativi, senza intravedere subito i rischi per l’equilibrio economico e finanziario. Allo stesso tempo, chi è propenso ad esplorare nuove opportunità, non sempre è in grado di tradurre le proprie visioni in concreti piani d’azione corredati di dati economici e finanziari.

Quindi, come è possibile conciliare questi due approcci?

Cominciamo col dire che la difficoltà sta nel fatto che le persone identificano il loro ruolo nel Management Team (solo) con le loro competenze. Per esempio, un CFO spesso ritiene che “gli altri” legittimino la sua presenza in squadra in quanto uomo o donna di numeri, quindi, tende a presidiare tutti gli argomenti che implichino considerazioni di tipo economico-finanziario.

Allo stesso modo, i commerciali spesso ritengono che la loro presenza sia giustificata in quanto portatori delle istanze del mercato e si sentono parte del team nella misura in cui sono costantemente proiettati verso nuove soluzioni “per vendere”.

Non parliamo, poi, delle aziende di design o moda in cui entrano in gioco anche i creativi che hanno il dovere professionale di innovare incessantemente.

Ciò che, in alcuni casi, sfugge è che il Management Team è un “Cross-Functional” Team e questo non significa solo sancire la diversa provenienza dei membri, ma anche la necessaria contaminazione delle competenze e delle prospettive. Un Management Team vincente esprime unitariamente le singole competenze dei membri, che si confrontano pariteticamente su tutti i temi di interesse aziendale. Le singole esperienze rimangono fondamentali, ma non esistono ambiti di esclusivo appannaggio di un singolo membro.

La possibilità data da un lavoro di squadra è proprio quella di unire i punti di vista per allargare la prospettiva generale. Il valore di un Management Team sta nel fatto che un CFO può intervenire in faccende commerciali apportando una prospettiva che è certamente sconosciuta agli altri membri. Così come il commerciale può arricchire le riflessioni economiche e finanziarie di un progetto con valutazioni che pescano direttamente dalla situazione di mercato. L’HR, per esempio, rilegge il tutto alla luce dell’impatto che certe decisioni possono avere sulla vita organizzativa dell’azienda.

Insomma, il Management Team dev’essere un coro di voci che genera una sola e armonica voce, che sommi le tonalità dei singoli. In questo senso, creatività e rigore non diventano più valori alternativi, ma si esprimono sinteticamente in tutte le decisioni del team.

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Giuseppe Andò
Giuseppe Andò inizia la sua carriera come manager nell’industria editoriale. Dopo aver diretto la Divisione Professionale e Medica ed essere stato Marketing Supervisor per tutte le divisioni, diventa General Manager di McGraw-Hill. Nel 2000 fonda Studio Income Srl, azienda leader in Italia specializzata in “Executive Coaching, Strategy & Organization”. Dal 2005 al 2010 guida l’acquisizione e la fusione di Paravia – Bruno Mondadori in Pearson Italia. Nel 2010 fonda Fineo Srl, una nuova realtà focalizzata su CEO Advisory e Coaching. Nel settembre 2017 Giuseppe si è associa al Network di Marshall Goldsmith. Da gennaio 2018, Giuseppe è Board Member di EMCC Italia (European Mentoring & Coaching Council).

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