Serve ancora il CV?

serve curriculum

Chi si affaccia al mondo del lavoro per la prima volta, o deve reinserirsi, cerca migliori opportunità, si pone sempre una domanda: serve ancora il CV? La risposta non è semplice perché il mondo del recruiting, di pari passo al mondo del lavoro, è cambiato. Basti pensare alle recenti innovazioni del settore HR, che stanno ad esempio portando l’intelligenza artificiale dentro i processi di selezione del personale (ne abbiamo parlato qui).

A fronte di tutti i cambiamenti nel mondo del lavoro, spesso giovani e meno giovani, si interrogano sull’utilità del Curriculum ai giorni nostri. Serve ancora il CV? Ecco la risposta.

serve curriculum

Per decenni il Curriculum Vitae è stato uno strumento fondamentale per la ricerca del lavoro, un modo per presentarsi, parlare di sé, far conoscere competenze, conoscenze, esperienze e passioni. L’avvento della globalizzazione ha reso universale la ricerca di candidati e di lavoro, questo vuol dire per le aziende essere a volte letteralmente sommerse da curriculum, con tutte le difficoltà di esaminarli tutti. Allo stesso tempo ci si è accorti che il CV, anche se riporta molti dati, può essere uno strumento poco agevole, poco flessibile perché dice molto, ma non sempre riesce a trasmettere l’essenza della persona.

Nascono così ulteriori sistemi di profilazione. A richiederli sono le aziende stesse, soprattutto le più importanti e con un numero di dipendenti molto elevato, che preferiscono mettere in campo azioni di recruiting più innovative e interattive al fine di rendere più efficienti i loro processi. Tra le società che hanno utilizzato sistemi alternativi al curriculum per intercettare le competenze di cui avevano bisogno vi sono veri e propri colossi del mercato, come Luxottica e Golden Lady.

Le innovazioni nella selezione del personale

Le società che hanno innovato i loro sistemi di ricerca e selezione del personale hanno da tempo introdotto innovazioni molto curiose. Vediamo ad esempio come si può svolgere un processo di selezione alternativo a quello classico “curriculum-colloquio”. Si possono utilizzare ad esempio sistemi intelligenti per fare una prima selezione: le ricerche di lavoro vengono pubblicate sui social, le candidature vengono vagliate attraverso sistemi di intelligenza artificiale, cioè utilizzando sistemi in grado di eliminare le candidature superflue in quanto non rispondenti alle esigenze delle aziende. A ciò segue un test gamificato, il termine può sembrare difficile, ma in realtà il sistema è molto semplice da capire: si tratta di test in forma di gioco che mirano a valutare le capacità di interazione, di risposta agli stimoli e competenze. Infine, vi è la terza fase in cui si elabora una video-intervista.
A questo punto la conoscenza tra chi sta effettuando il reclutamento e chi cerca un lavoro è completa. Solo in questa fase alcune aziende richiedono il Curriculum Vitae!

Valutare il curriculum solo alla fine della selezione, per le aziende è un modo per risparmiare tempo senza perdere ore lavoro nel recruiting. Avviare una selezione partendo dai curriculum vuol dire infatti avere del personale addetto alle risorse umane che spende tempo a vagliare, cestinare, mettere in ordine i curriculum, operazioni non certo veloce. Utilizzare invece nella prima fase l’intelligenza artificiale consentirà sempre più in pochi minuti di eliminare tutti i candidati che appaiono superflui rispetto alle esigenze aziendali, ma anche eliminare il rischio di contattare candidati che hanno letteralmente gonfiato il CV palesando esperienze e competenze in realtà inesistenti.

Il Curriculum serve ancora

Abbiamo visto come molte aziende, soprattutto le più grandi e le multinazionali, stanno innovando il meccanismo dei processi di ricerca e selezione. Non significa che ogni azienda, oggi, proceda alla selezione attraverso sistemi di intelligenza artificiale, ma bisogna tenere conto che queste realtà stanno facendo da apripista. Ecco perchè bisogna considerare che nel futuro sempre più aziende presteranno attenzione non solo alle soft skills (comunicazione, motivazione, capacità di fare squadra…) dei candidati, competenze cioè che non si desumono dal CV!

In un modo o nell’altro però, prima o poi, il Curriculum ha ancora un ruolo fondamentale nel processo di selezione. Che venga valutato a monte o a valle della selezione, quando l’HR lo prende in mano… deve essere perfetto! Il CV deve essere aggiornato e scritto con particolare cura, in modo che possa essere considerato uno strumento valido, ma questo non è l’unico strumento di valutazione e soprattutto si deve evitare di commettere l’errore di puntare solo su questo strumento. Ogni candidato deve lavorare su di sè per migliorare le proprie capacità di presentarsi, comunicare, trasmettere la propria motivazione.

Hai bisogno di dare una sistemata al tuo CV? Segui i consigli su come redarre un CV in formato Europass.

Redazione

About Redazione

La redazione del sito è raggiungibile all'indirizzo INFO di questo sito (canaleformazione.com)

View all posts by Redazione →

3 Comments on “Serve ancora il CV?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *