La negoziazione assistita

La negoziazione assistita è un concetto giuridico nato per provare a snellire i processi civili e dunque risolvere le controversie in modo più rapido economico ed efficace. Vista la grande mole di processi in Italia, l’obiettivo è quello di condurre una parte dei contenziosi al di fuori delle aule dei tribunali. E tecnicamente differente dalla negoziazione aziendale intesa come metodo per la vendita e la mediazione dei conflitti.

Cos’è la negoziazione assistita

Come anticipato trattasi di un istituto giuridico volto alla risoluzione delle controversie fuori dal tribunale. Esso viene esperito attraverso un contratto sottoscritto da tutte le parti coinvolte che si impegnano, previa assistenza di avvocato, a raggiungere una soluzione bonariamente.

L’accordo firmato, che prende il nome di convenzione di negoziazione, serve quindi a dimostrare che le parti hanno tutta l’intenzione “di venirsi incontro secondo i canoni di buona fede e lealtà”.  La convenzione ha natura di contratto normativo, al cui interno sono contenute tutte le regole per lo svolgimento della procedura. Oltre ai termini accettati dalle parti, la convenzione deve anche contenere l’oggetto della controversia. La convenzione, pena la sua nullità, deve essere redatta in forma scritta, e prevede la partecipazione assistenziale di uno o più avvocati.

Accordo di negoziazione assistita e relativa procedura

Quando le parti giungono ad un punto comune, viene esperito ufficialmente un accordo di negoziazione assistita. Esso rappresenta dunque la vera e propria conclusione del procedimento. L’accordo, in qualità di vero e proprio contratto fra le parti, vincola queste ultime al rispetto di quanto in esso contenuto.

Per quel che concerne la procedura di negoziazione assistita, essa prende il via nel momento in cui l’avvocato informa il cliente di poter risolvere la controversia in cui è coinvolto con una convenzione. Dunque chi decide di utilizzare questo strumento fa un invito alla controparte (in vero lo fa l’avvocato), con lo scopo di raggiungere punti comuni per la convenzione di negoziazione. L’invito deve contenere l’oggetto della controversia ed essere sottoscritto. Data la tempistica di trenta giorni per una risposta (di assenso o di un rifiuto), in assenza di riscontro si può adire l’autorità giudiziaria, che terrà conto di questo venir meno ad un tentativo bonario ai fini dell’addebito delle spese di giudizio, della condanna al risarcimento per lite temeraria ex art. 96 c.p.c. e di esecuzione provvisoria ex art. 642 c.p.c.

Se invece la controparte accetta di raggiungere un accordo bonario, si dà il via alla vera e propria negoziazione assistita, che ovviamente può tanto riuscire tanto avere esito negativo. Nel caso le parti non riescono a raggiungere un’intesa, sarà compito dei loro legali stilare una dichiarazione di mancato accordo. Viceversa, se un accordo ha esito positivo, sarà firmato da entrambe le parti e dagli avvocati.

Quando si applica la negoziazione assistita

La legge prevede che si possa verificare sia un caso di negoziazione assistita facoltativa sia un caso di negoziazione assistita obbligatoria. In pratica è la norma in esame a dettare quando sussiste l’obbligo di tentare prima un accordo bonario per la risoluzione della controversia. Questo vale in casi di infortunistica stradale ( o di veicoli natanti) per il risarcimento del danno. Vale altresì in caso di somme da versare, a patto che il valore della controversia non sia oltre 50.000 euro.

Differenza tra negoziazione assistita e mediazione

Ma dire mediazione e dire negoziazione assistita è la stessa cosa? La risposta è NO.

La negoziazione e la mediazione sono tecniche alternative di risoluzione delle controversie legali.

La mediazione è un’attività stragiudiziale svolta da un terzo soggetto imparziale e neutrale che si pone al centro delle due parti coinvolte nella controversia, e che cerca di risolvere il problema curando l’interesse di entrambi in egual misura. La durata di una mediazione non può superare i tre mesi e non prevede l’obbligo di presenza degli avvocati. Il mediatore cerca di fare dialogare le parti coinvolte affinché possano giungere ad un accordo che ponga fine alla controversia.

La mediazione è obbligatoria in tutto quello che concerne le controversie di condominio. Altresì si applica nelle successioni ereditarie e nei diritti reali, nei contratti di locazione e di comodato. Vale anche per l’affitto di aziende, per le richieste risarcitorie in caso di lesioni provocate da responsabilità medica e sanitaria. Infine si applica per i contratti assicurativi, bancari e finanziari. Altre caratteristiche importanti da tenere a mente sono:

  • Le materie in cui è obbligatoria la negoziazione sono: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto, danni auto, diffamazione, assicurazioni e problematiche in ambito finanziario.
  • Nei negoziati, le parti collaborano per risolvere la controversia e adottano una politica del dare e avere per risolvere a un prezzo inferiore rispetto alle loro richieste. Nella mediazione, una terza parte neutrale e imparziale viene utilizzata per risolvere la controversia e il suo verdetto impegna entrambe le parti a risolvere l’impasse.
  • Nella negoziazione, le parti si incontrano, mentre il mediatore, in mediazione, le incontra individualmente o congiuntamente per risolvere la controversia.

 

 

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