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La Corporate Smart Education

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Se qualche decennio fa la formazione era un evento aziendale straordinario, per lo più legato agli obblighi derivanti da leggi o certificazioni, oggi è la condizione continua e costante nella quale si trovano a lavorare manager e dipendenti.

Aule e lezioni “classiche” stanno ormai diventando un ricordo del passato. L’approccio formativo prevalente ha trasformato in modo radicale i metodi di apprendimento, non limitandosi ad aggiornare contenuti e media, ma anche metodo e criterio didattico.

L’apprendimento attivo è ormai un riferimento certo, che, comunque, subisce continui aggiornamenti sulla base dei progressi tecnologici. Non si progetta più la formazione su contenuti e metodo, adeguando i mezzi all’obiettivo formativo, ma, al contrario, si cerca di utilizzare (a tutti i costi) la tecnologia, adeguando metodo e contenuti.

Ma esattamente, cos’è l’apprendimento attivo? Il concetto di apprendimento attivo esiste fin dai primi anni ’90. Una vera e propria definizione, che comprenda l’intero spettro degli approcci che si ispirano tale apprendimento, non c’è. Tuttavia, un punto certo e condiviso è che si tratti di un metodo che esalta “la centralità del discente”. I contenuti sono sempre offerti all’interno di un contesto operativo, pratico e non costituiscono più un banale riferimento astratto e teorico.

Ovviamente, se si pensa alle soft skills tutto appare più facile, mentre il discorso per le hard skills sembrerebbe più complicato, ma la pratica sta dimostrando, sorprendentemente, l’esatto opposto. Le nuove metodologie, e le tecnologie che le supportano, si presentano perfettamente adatte per l’apprendimento di “nozioni” e del loro utilizzo interrelato, mentre mostrano più di un limite nell’apprendimento di nuovi comportamenti. Tutto l’ambito delle discipline individuali di auto regolazione e sviluppo, da sempre si fondano sull’apprendimento attivo, il tema è che l’impianto teorico, a parole mai imposto, è sempre stato presente e ha sempre indirizzato i modelli di riferimento. Diverso è il discorso per le attività di apprendimento di gruppo, che si sono giovate enormemente della tecnologia e dell’apprendimento attivo.

Ma, a prescindere dai diversi utilizzi del metodo e dalle diverse interpretazioni dello stesso, l’aspetto davvero rilevante è che l’apprendimento attivo mette la responsabilità dell’apprendimento nelle mani dei discenti stessi. Se nel metodo didattico “passivo” il rapporto discente-docente è squilibrato, valorizzando principalmente l’assimilazione per memorizzazione, nel metodo “attivo” il docente si limita ad una funzione di facilitazione del processo di apprendimento. Il discente è “costretto” ad analizzare le proprie risorse personali e ad adeguarle alla sua personalissima strategia di apprendimento.

La nozione si trasforma nell’informazione necessaria a realizzare un determinato processo, in vista di uno specifico obiettivo. Questa impostazione ha l’impagabile merito di alimentare la motivazione del discente e il relativo desiderio di piena auto realizzazione. Tra le varie possibilità d’implementazione del nuovo metodo di apprendimento, segnalo alcune delle più significative.

Aule virtuali collaborative

Le aule virtuali collaborative rendono l’apprendimento online più coinvolgente. Oltre alle consuete funzioni di audio/video-conferenza e chat, le aule virtuali offrono anche annotazioni sincrone e asincrone, comunicazione e condivisione delle risorse per i facilitatori e i partecipanti. È un must per qualsiasi piattaforma di eLearning!

Mind mapping / Brainstorming

Questi due sono approcci sono esemplare di una valida modalità d’applicazione dei metodi di apprendimento attivo. La “mappatura della mente” e il brainstorming sono metodologie di base per qualsiasi attività di problem-solving. In queste sessioni, i partecipanti propongono idee e le “postano” su una lavagna. In seguito, il gruppo seleziona le migliori idee e le utilizza per trovare una soluzione. Per questi metodi, sono disponibili applicazioni che permettono di utilizzare il proprio dispositivo (pc, tablet, smartphone) e di collaborare con gli altri nella creazione di una mappa mentale o di un “albero di idee”.

Forum di discussione online

Nei forum online i partecipanti possono imparare in modo collaborativo. Pubblicano domande e rispondono a domande. Nella maggior parte dei casi, l’intervento di un facilitatore o di un esperto dell’argomento è molto limitato, e la maggior parte delle risposte provengono dai partecipanti che sono più competenti sull’argomento.

Imparare insegnando

“Imparare insegnando” significa permettere ai partecipanti di prepararsi per insegnare ai loro colleghi. Anche se può sembrare che il facilitatore adotti un approccio molto distaccato in questo metodo, in realtà è sia moderatore, sia esperto della materia. “Imparare insegnando” non significa semplicemente presentare una lezione ai propri colleghi, ma è un vero e proprio percorso di approntamento dei contenuti e di scelta metodologica per trasmetterli. I discenti, a turno, elaborano una strategia di comunicazione che faciliti l’apprendimento dei colleghi, verificandolo e rendendosi responsabili dl efficacia del metodo. Il facilitatore si assicura che l’apprendimento venga elaborato correttamente da tutti i partecipanti. I webinar e i forum di discussione online sono i soliti media utilizzati per questa metodologia.

Apprendimento basato sul gioco (Game-Based Learning-GBL)

Il GBL è, probabilmente, il più divertente tra tutti i metodi di apprendimento attivo.
L’apprendimento basato sul gioco, o gamification, trasforma un certo aspetto dell’apprendimento (o del business) in un gioco. Esistono app per l’apprendimento che consentono di farlo, ma è possibile anche crearne di proprie! Basta non dimenticare di applicare i tre elementi della gamification – realizzazione (achievement), competizione (competition) e divertimento (fun).
Apprendere è un processo di modificazione della propria autopercezione, quindi racchiude una dinamica che non potrà mai escludere il coinvolgimento diretto del discente. In questo senso, la formazione aziendale è ben più avanti di quella scolastica e l’utilizzo della tecnologia apre nuove frontiere nelle coscienze degli adulti, più di quanto non faccia nelle fresche menti dei giovani. Un approccio consapevole e “mediato” può rappresentare un notevole vantaggio nel percorso di apprendimento, più di quanto non faccia una naturale adesione a nuove metodologie, che non siano coscientemente avvertite come tali. L’ambiente di lavoro deve trasformarsi in un ambiente di apprendimento, deve essere il luogo deputato alla crescita continua del soggetto, oltre e al di là del percorso scolastico.

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Giuseppe Andò
Giuseppe Andò inizia la sua carriera come manager nell’industria editoriale. Dopo aver diretto la Divisione Professionale e Medica ed essere stato Marketing Supervisor per tutte le divisioni, diventa General Manager di McGraw-Hill. Nel 2000 fonda Studio Income Srl, azienda leader in Italia specializzata in “Executive Coaching, Strategy & Organization”. Dal 2005 al 2010 guida l’acquisizione e la fusione di Paravia – Bruno Mondadori in Pearson Italia. Nel 2010 fonda Fineo Srl, una nuova realtà focalizzata su CEO Advisory e Coaching. Nel settembre 2017 Giuseppe si è associa al Network di Marshall Goldsmith. Da gennaio 2018, Giuseppe è Board Member di EMCC Italia (European Mentoring & Coaching Council).

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