Come diventare Innovation Manager

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’innovation manager e nessuno vi ha mai detto

Innovazione. E’ questa la parola chiave che interessa molto da vicino il mondo delle imprese. Lo scenario economico attuale è sempre più imprevedibile ed instabile. Di conseguenza, le imprese devono sapersi innovare per potersi adattare meglio all’ambiente esterno. Solo in questo caso, infatti, “sopravvivono” e possono proseguire nel loro business. Nel sistema delle aziende italiane, non sempre ciò si verifica.

La spina dorsale del mondo imprenditoriale nazionale italiano verte tutto attorno alle PMI (piccole e medie imprese), ancorate ancora al modello padronale che, come si sa, è piuttosto restio ai cambiamenti. Emotivamente, ciò è anche comprensibile. Chi vorrebbe vedere la propria creatura snaturata? Tuttavia, lo stesso non si può dire a livello razionale.

Solo attraverso l’innovazione, le imprese possono affrontare le sfide del futuro.

Quali sfide? Ve ne elenchiamo giusto un paio, di cui abbiamo già parlato su Canale Formazione: l’automazione del lavoro e l’intelligenza artificiale applicata alle risorse umane.

E se in Italia, ¾ delle imprese non riesce ad andare oltre al terzo passaggio generazionale, è anche perché manca lo spirito di innovazione. In questa realtà, la figura dell’innovation manager trova di sicuro terreno fertile.

Ma chi è l’Innovation Manager? Come si diventa stratega dell’innovazione? Quali sono i suoi compiti in una realtà aziendale? In questo post, facciamo luce sulla sua figura, di certo, sempre più richiesta in ambito aziendale.

Innovation Manager: chi è?

Definire lo stratega dell’innovazione come la figura manageriale del momento, tutto è fuorché un’iperbole: 35 imprese su 100 possono già contare su questa figura. Sono però principalmente imprese di medio-grande dimensione con oltre 250 dipendenti. In questo scenario, il 77% di queste imprese dove c’è già la figura dell’Innovation Manager, ha un dipartimento dedicato all’innovazione che è presente da più di due anni.

Tuttavia, l’ultima legge di stabilità ha previsto vantaggiosi incentivi, volti a favorire il suo debutto anche nelle PMI. Il ruolo dell’Innovation Manager consiste nel traghettare l’impresa in cui lavora verso un modello innovativo di business, incentrato sulla digitalizzazione.

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Un esempio, banale ma efficace per capire di cosa stiamo parlando? Tutto ciò che è cartaceo, a partire dai faldoni polverosi nascosti negli angoli più reconditi, devono passare al formato digitale! Ciò è sinonimo di semplificazione del lavoro (quanto è più semplice consultare con pochi clic un file piuttosto che trovare quello specifico documento in un mare di carta?) e di risparmio di spazio.

Come si diventa Innovation Manager?

E’ scontato che questa figura debba avere i giusti requisiti e le necessarie qualifiche per poter apportare cambiamenti, più o meno sostanziali, sul posto di lavoro.

Ad oggi, però, manca un percorso di studi fatto ad hoc per la figura dell’Innovation Manager. La laurea non è conditio sine qua non. Ciò nonostante, corsi come quello in Economia e Commercio (in tutte le sue varianti) o Informatica facilitano il suo ingresso in azienda.
Va detto, però, che da diversi anni a questa parte, il PoliMI (Politecnico di Milano) si è fortemente impegnato per formare gli Innovation Manager del futuro.

La differenza quindi la fanno sempre esperienza e referenze, come per qualsiasi altro professione consulenziale.

Skills e requisiti dell’Innovation Manager

Tocca all’Innovation Manager analizzare e poi valutare le opportunità dell’innovazione: il suo lavoro parte dallo scouting e prosegue poi con la selezione di partner e di centri di ricerca allineati al core business dell’impresa per cui agisce. In seguito, si occupa di apportare i necessari cambiamenti alla cultura aziendale ed introduce nuove metodologie strutturate su nuovi principi (come il lean thinking, lo scrum o agile). Infine, è la volta di agevolare il change management che dà il la al cambiamento culturale sul posto di lavoro.

Leadership, gestione delle risorse, proattività, forte senso di appartenenza all’azienda e capacità motivazionali sono i requisiti imprescindibili per questa figura professionale. Senza questi, l’abbattimento della filosofia del “qui, si è sempre fatto così” risulta impossibile.

Se devi proporti come innovation manager o per qualsiasi altro profilo aziendale, potrebbe esserti utile il nostro approfondimento sul valore odierno del curriculum. Serve ancora il CV?

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