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Che cos’è la scuola senza zaino

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scuola senza zaino

Scuola senza zaino: pro e contro di un nuovo modello formativo

Negli ultimi anni si sta diffondendo un modello didattico ispirato al modello pedagogico montessoriano. Si tratta della “Scuola senza zaino”.

Dopo anni di studio, ha cominciato a prendere le mosse ufficialmente nel 2002, e attualmente è stato adottato da poco più di un centinaio di istituti scolastici in tutta Italia, sebbene sia destinato a prendere sempre più piede nel panorama scolastico.

Molte sono infatti le scuole che ogni anno tengono corsi per far conoscere e avvicinare gli insegnanti alla metodologia della scuola senza zaino, riscuotendo successo e interesse.

In cosa consiste esattamente? Vediamo di scoprirne le caratteristiche e gli obiettivi, oltre che la procedura per aderirvi.

Cosa significa “scuola senza zaino”

Già nella dicitura “scuola senza zaino” è facile capire quale sia l’elemento principale di questo innovativo metodo d’insegnamento: l’assenza dello zaino.

Le scuole che adottano questa metodologia puntano ad alleggerire i materiali scolastici a disposizione degli scolari, eliminando pesanti zaini pieni di libri a favore di pratiche e leggere cartelline.

Lo zaino di per sé, come ha sottolineato lo stesso promotore Marco Orsi, non è uno strumento nato a scopo scolastico. Richiama l’idea di un viaggio verso l’ignoto, che può essere anche impervio e che comunica spesso un senso di inadeguatezza. Proprio per questo, il messaggio che si vuole dare tramite questo nuovo metodo, è quello di far trovare gli strumenti del “mestiere” sul luogo di lavoro, come avviene normalmente per ogni lavoratore.

Da ciò ne deriva che, al posto dei libri di testo, agli studenti vengono messi a disposizione strumenti didattici tattili che stimolano la fantasia, la creatività e l’apprendimento. Strumenti dunque alternativi che possono essere anche “giocosi”, coinvolgendo in maniera più attiva i bambini. Ad esempio, vengono fatti utilizzare dei domino in legno per imparare i verbi e le frazioni. Oltre a mappe, cartelloni, alfabetieri e casellari costruiti per imparare l’aritmetica, la lettura, la grammatica. Un metodo quindi decisamente stimolante.

Inoltre viene dato spazio anche agli strumenti digitali, tramite la Lim e le app dedicate, sempre allo scopo di coinvolgere più piacevolmente gli scolari.

I fondamenti della Scuola senza zaino

Oltre alla mancanza dello zaino e dei libri, troviamo altri elementi che contraddistinguono “Scuola senza zaino” rispetto ai metodi didattici tradizionali.

Ciò che balza subito agli occhi in una classe dove viene adottato questo progetto, è la particolare predisposizione degli spazi. L’aula è divisa infatti in diverse aree di lavoro, coi banchi distribuiti in modo da ricreare diversi laboratori in cui si cimenteranno gli studenti a gruppetti. Ciascun laboratorio è dedicato ad attività linguistiche, scientifico-matematiche e di tipo grafico-pittorico.

Non più quindi la classica cattedra frontale e i banchi monoposto perfettamente allineati in fila.

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L’unico momento in cui l’insegnante si pone frontalmente agli scolari è all’interno de “l’agorà”, un’area speciale delimitata da divisori e appositamente predisposta per svolgere incontri di gruppo, dove gli alunni possono confrontarsi sulle varie attività e ascoltare le spiegazioni dell’insegnante.

Da tutti questi elementi possiamo dedurre come un ruolo importante per creare la “Scuola senza zaino” è sicuramente svolto anche dagli arredi delle aule, studiate proprio per creare i vari ambienti di lavoro e supportare la didattica.

Un altro aspetto distintivo di questo speciale metodo didattico è poi la quasi totale assenza di voti. Ai bambini vengono date solo valutazioni motivazionali volte ad incoraggiarli. I voti vengono messi solo in pagella essendo obbligatori per legge. Viene inoltre prediletta l’autovalutazione, in cui gli scolari imparano ad analizzare i compiti e i loro comportamenti, capendo di volta in volta come migliorarsi. Ovviamente i compiti vengono corretti ma senza assegnare agli stessi un numero, e le interrogazioni assomigliano più a esposizioni del lavoro svolto.

Riguardo i compiti a casa nello specifico, il carico è sicuramente inferiore rispetto al metodo classico. Questo perchè gran parte del lavoro viene svolto in classe, volendo dare spazio anche al riposo dei bambini e alle loro eventuali attività extrascolastiche di svago.

Gli obiettivi

In definitiva, quali obiettivi si pone “Scuola senza zaino”? In base a tutte le caratteristiche elencate sono facilmente intuibili.

Ciò che emerge innanzitutto è la creazione di ambienti stimolanti, senza il peso di particolari pressioni spesso associate al vivere scolastico.

Si vuole inoltre prediligere l’autonomia e la responsabilità degli alunni, senza comunque escludere l’aiuto dell’insegnante, che continua a rappresentare un importante punto di riferimento.

Da ultimo, obiettivo fondamentale è la non accentuazione delle diversità tra i bambini. Come ha infatti più volte sottolineato lo stesso Marco Orsi, ad essere diversi sono i talenti. Ed è proprio sulla base di questi che gli scolari possono scegliere quale attività svolgere. Un modo quindi innovativo per responsabilizzarli.

Le perplessità

Come ogni innovazione, il cambiamento a volte può “spaventare” o non convincere. E anche “Scuola senza zaino” non è da meno. Le perplessità sono nate soprattutto tra i genitori, scettici sul reale apprendimento dei bambini e poco convinti sui materiali didattici utilizzati.

Le criticità negli anni sono sorte addirittura in ambito politico, dove questo progetto è arrivato perfino ad essere percepito come qualcosa di anarchico.

A prescindere dai dubbi e dalle critiche, ogni anno si aggiungono sempre nuove adesioni sparse nel panorama scolastico italiano, da cui si evincono anche molto entusiasmo, interesse e risultati positivi.

Come diventare Scuola senza zaino

A chiusura, non ci resta che affrontare l’aspetto dell’adesione al progetto “Scuola senza zaino”.

Per prima cosa deve esserci il consenso da parte di tutto il corpo docenti. Dopodichè sarà il dirigente a mettersi in contatto con l’associazione promotrice entro il 31 dicembre dell’anno scolastico in corso, in modo da poter avviare il metodo didattico nell’anno scolastico immediatamente successivo.

A questo punto seguirà un percorso articolato in diverse fasi, che vanno da quella conoscitiva, a quella concreta di adesione, a quelle successive di preparazione, attuazione, inaugurazione e mantenimento.

Se invece non volete rinunciare allo zaino, ma volete scegliere quello giusto, vi consigliamo Zainoscuola e le sue guide all’acquisto!

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